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************************************************************LA RICERCA SUI LAVORATORI DELLA MODA
Scarica i risultati della ricerca in INGLESE e in ITALIANO
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"GLI ALTAMENTE QUALIFICATI"
Le industrie creative, e in particolar modo il sistema della moda, mostrano una tendenza verso un crescente ricorso a rapporti di lavoro 'anomali', come partita iva, co.co.co, stage ed altre forme di lavoro a tempo determinato. Nel sistema moda milanese, gli ultimi 5 anni hanno visto un aumento massiccio di queste forme contrattuali e una conseguente riduzione del peso complessivo dei contratti di lavoro a tempo indeterminato. Questa ristrutturazione dei rapporti di lavoro è però stata accompagnata da una costante crescita dei fatturati.
E’ da supporre che, oltre alle nuove possibilità di ricorrere a contratti di lavoro a tempo determinato che sono state fornite dalla legge Biagi, la crescita, sia relativa che assoluta di forme di lavoro 'anomali' sia stato spinto da due tendenze strutturali dentro al sistema moda: primo, un’aumentata richiesta di flessibilità produttiva che risulta da un accelerazione dei tempi di turn-over della produzione (prima si facevano due o tre collezioni all’anno, oggi si arriva a 5 o 6). Secondo, un peso superiore della marca e dei rapporti commerciali nelle catene di valore della moda. Il lavoro di costruzione della marca e di assistenza al commercio richiedono qualificazioni generiche, in ampia offerta sul mercato (essenzialmente qualificazioni comunicative e relazionali) che rendono gli operatori in questo settore facilmente sostituibili e gli conferiscono un basso potere contrattuale.
Nelle statistiche ufficiali i lavoratori ‘anomali’ risultano come 'altamente qualificati'. Da ciò si deduce implicitamente che non subiscono grossi problemi nè economici nè grandi insicurezze occupazionali. In questo pacchetto di lavoro abbiamo indagato questa realtà. È proprio vero che la condizione esistenziale del crescente gruppo di lavoratori anomali corrisponde allo stile di vita generalmente associato con l'idea di un professionista altamente qualificato? È vero che sono proprio le loro qualificazioni a venire messe al lavoro nella loro pratica produttiva, o contano più altre qualità?
La ricerca si è svolta nella primavera del 2009, utilizzando una combinazione di approcci qualitativi e quantitativi. L'approccio quantitativo consiste in un questionario online distribuito fra operatori del settore con contratti anomali. L'approccio qualitativo, è consistito in interviste in profondità sulla condizione lavorativa e di vita di operatori con contratto anomalo di diverse fascia di età e carriera.
Le tematiche elaborate con approcci qualitativi e (o quantitativi ) sono stati i seguenti:
1. Il processo lavorativo
2. Il Mercato di Lavoro
3. Guadagno
4. Sicurezza e gestione del rischio
5. La costruzione di relazioni
6. Il tempo libero
7. Piani per il futuro
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I PROTAGONISTI
Stilisti, designer, fotografi truccatori, cool hunter, buyer, producer, stylist, organizzatori e coordinatrici, responsabili della programmazione della produzione, product manager, modellisti, retail manager, textile designer, figurinisti, buyer, assistenti, controller, responsabili logistica, responsabili acquisti, collaboratori di uffici stile, art director, grafici, scenografi, vestiariste, store planner, redattori e redattrici, registi di sfilate e progettisti di stand: le professioni della moda sono innumerevoli ma tutte poco conosciute.
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